Il Blog delle 13lune

Il concetto di karma: rapporto tra il karma e i registri akashici

karma registriRAPPORTO TRA IL KARMA E I REGISTRI AKA
Il Karma è considerato per lo più in un’accezione passiva. In realtà ha una valenza del tutto opposta, essendo la concretizzazione materiale del principio di azione e reazione.
È evidente che in una logica dominata dai cicli di reincarnazione, i nodi karmici delle vite passate, ovvero quelle situazioni che hanno arrecato dolore a noi stessi o ad altri senza essere risolte “in vita”, si ripropongano nella quotidianità vissuta, in modo inconsapevole, come blocchi emotivi, comportamenti ricorrenti, spesso autodistruttivi, circoli viziosi, incapacità di cambiare, senso di inadeguatezza e inappagamento.
Ci si domanda, spesso, “perché continuo a fare questa cosa, vivere questa situazione anche se già so che ne soffrirò?”.
Può essere utile indagare il nostro Io più remoto e profondo, alla ricerca di quei nodi in parte irrisolti e oggi ancora limitanti.
È bene comprendere che l’individuazione di simili situazioni, di per sé, non ne causa la risoluzione. È sempre necessario l’intervento personale per innescare quel fondamentale meccanismo di azione e reazione: questo è il karma vissuto.
Ed è proprio qui che entra in gioco la connessione con l’idea di universo olografico: questa infatti ci insegna che su un diverso piano esistenziale tutte le nostre vite coesistono in uno stato di dinamica separazione e collegamento.
Se tutto è con-presente, a che servono le nostre scelte?
Abbiamo così nelle nostre mani una realtà estremamente più complessa di quando potessimo immaginare. Una realtà in cui spazio e tempo non esistono, in cui tutto è già compresente ma, al tempo stesso, in cui esistono infinite possibilità.
Una realtà ove nulla è già predeterminato ma la nostra coscienza può dirigere in nostri passi tanto più liberamente quanto più elevata è la nostra consapevolezza.
La comprensione dei nostri nodi karmici, allora, ci aiuta a sostenere le nostre scelte e a trasformare il nostro presente attuale mutando così anche il nostro futuro. In fondo tutto è nelle nostre mani ma, come sempre, per cambiare le cose è necessario agire!

Renesans un percorso lungo la vita

reinassanceComprendi finalmente le cause delle tue difficoltà e vivi pienamente la vita!
Renesans è un percorso strutturato in un ciclo di nove mesi, una sorta di periodo di gestazione simbolica grazie alla quale si acquisisce un modo nuovo di vedere la realtà per attuare nel tempo una vera e propria rinascita. Si sarà poi più liberi dai condizionamenti di tutti i giorni e da quelli imposti dall’inconscio familiare, maggiormente in contatto con se stessi e con la libertà di seguire il proprio destino.
Renesans è un percorso di studiato per toccare i punti cardine della vita, è un percorso in cui i partecipanti lavorano e crescono ritrovando la libertà di poter vedere con occhi nuovi la loro vita.

I temi:
  • Il rapporto con la Madre. Io e mia madre.
  • Il rapporto con il Padre. Io e mio padre.
  • Il rapporto con i pari: sorelle e fratelli; cognati; amici e colleghi.
  • Il rapporto con l’amore.
  • Avere/non avere figli. Essere figli.
  • L’amore per se stessi.
  • Il lavoro.
  • La forza per l’attuazione dei progetti.
    La riconnessione con gli Antenati. Gli Antenati in noi.

Il momento dell'addio

luttoIl lutto parte proprio dal momento in cui ci si dice addio. Può essere un funerale, nel caso in cui la persona amata sia defunta oppure un litigio, una separazione magari preannunciata, nel caso invece si tratti di una rottura del rapporto di coppia. L’individuo nel primo caso può contare sul supporto dei parenti o amici e anche se in maniera dolorosissima, durante il funerale, dà inizio in maniera consapevole al suo dolore.
A volte invece nelle separazioni manca proprio questo confronto e la presa d’atto di aver perso chi si ama può essere certo meno estrema ma sicuramente molto più difficile, lunga e solitaria. Per questo motivo, il lutto legato a un defunto può essere più semplice da accettare rispetto, magari, a quello per una separazione.

LA FASE 1, QUELLA DELLA NEGAZIONE

Quando si affronta una perdita che ci causa molto dolore il nostro organismo cerca di difenderci da una simile sofferenza, negandola. Non deve meravigliare quindi dopo il primo shock iniziale provare incredulità e per alcuni giorni non rendersi davvero conto di quello che ci sta accadendo. Si continua a considerare la persona intorno a noi, ci si aspetta di vedere la sua immagine, si parla di lei al presente come fosse ancora in vita. Di solito ci si ricorda bruscamente che la realtà è molto diversa, ma dopo alcune ore si ritorna a negare la perdita e la scomparsa definitiva di chi amiamo.

LA FASE 2, QUELLA DELLA RABBIA
Dopo il momento del rifiuto di ciò che è successo e la conseguente negazione della perdita è normale cominciare a rendersi conto di ciò che invece è accaduto. Solitamente è a questo punto che iniziamo a provare rabbia, a chiederci cosa abbiamo fatto per meritarci tale sofferenza, a sentirci in collera con la vita stessa che ci ha deluso e tradito. Ci sentiamo responsabili in qualche modo, perché in fondo non siamo riusciti a evitare la perdita oppure perché non abbiamo fatto abbastanza bene alla persona in questione. Si tratta di una reazione normale, che va affrontata e compresa. A questo punto alcuni chiedono aiuto e vicinanza, altri si chiudono in se stessi e rifiutano ogni apertura con il mondo esterno.

LA FASE 3, QUELLA DEL PATTEGGIAMENTO
La nostra mente ha sempre soluzioni nuove e affascinanti per tornare a sopravvivere. In questo momento di grande dolore, per aiutarci ad uscirne inizia a patteggiare. Questo vuol dire che molti individui a questo punto dell’elaborazione del lutto, dopo la rabbia, iniziano a nutrire una speranza illogica priva di fondamento che tutto possa risolversi, che la perdita non sia definitiva. Si cerca di riprendere il controllo della propria vita buttandosi su altro, su nuovi progetti e nuove amicizie. Ma il lutto in questa fase non è ancora stato elaborato, e il dolore che ancora coviamo dentro rischia di straripare da un momento all’altro.
LA FASE 4, QUELLA DELLA DEPRESSIONE
L’alternarsi di momenti di dolore e tentativi di reagire ci porta a cadere in un continuo stato di tristezza Si desidera la solitudine e la nostra mente si arrende all’evidenza della perdita. Il dolore fa ancora tanto male, è vivo, forte e presente. Ciò causa danni anche a livello fisico: questa fase è caratterizzata da mal di testa, aumento o perdita del peso corporeo, irritabilità, insonnia oppure sonnolenza continua, tristezza e può essere sintetizzata con la parola depressione.
L’unico modo per uscirne è accettarlo, e poi reagire. L’unica cosa di cui si ha bisogno nella maggior parte dei casi è tempo. Deve passare il tempo, il dolore non scomparirà ma si addolcirà e la vita in un modo che oggi sembra impossibile, andrà avanti. Molte persone trovano utile rivolgersi in questa fase a uno psicologo in grado di prenderle per mano nella razionalizzazione delle proprie emozioni e condurle nel minor tempo possibile verso la quinta e ultima fase, quella dell’accettazione.
LA FASE 5, QUELLA DELL’ACCETTAZIONE
Il tempo cambia le cose e ci permette di completare il processo di elaborazione. E così ci si ritrova a provare un dolore attutito, a vedere ancora la vita in una prospettiva ottimistica, a guardare al futuro. Ritorna l’interesse per le persone e i progetti e si smette di colpevolizzarsi: è questa l’elaborazione del lutto, l’ultima fase quella che ci permetterà di tornare a vivere.
Finalmente siamo riusciti a comprendere la perdita, a voltare pagina, che non vuol dire dimenticare la persona cara o non provare dolore, vuol dire andare avanti nonostante la sofferenza della perdita, dando un senso a quella perdita d’amore, continuando ad alternare momenti di felicità o momenti di depressione, ma in misura sempre più inferiore ogni giorno che passa.

L’Anima di Fiamma Gemella

registri coppie

L’Anima di Fiamma Gemella: E' una sola, ed è l’altra metà del nostro Spirito. Il nostro Sè Superiore (quindi la nostra pura essenza) vibra ad una frequenza elevatissima. Il nostro corpo, invece vibra ad una frequenza molto ma molto più debole! Quando nasciamo, il nostro corpo, specialmente il nostro sistema nervoso, non potrebbe sostenere questa frequenza così elevata perchè manderebbe in tilt il nostro sistema/organismo e moriremmo all'istante.
Per questo motivo, il nostro Sè superiore è "obbligato" a dividersi in due metà. Queste due essenze (anime) , che fanno parte dello stesso Sè superiore, vengono chiamate Fiamme gemelle. Tutti noi, quindi, abbiamo una nostra fiamma gemella, ma non tutti la troveremo incarnata in questa dimensione e in questa vita per il semplice motivo che prima di incontrarla anche nella 3° dimensione (terra), dobbiamo prima fare molte esperienze di vita fino a che ci innalziamo di energia e andiamo verso la 5° dimensione per aprirci all'amore universale.

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Depressione e rabbia

depressioneDepressione e rabbia sono ritenute segnali di qualcosa che non funziona nell'individuo, invece è vero proprio il contrario: se riesci sempre a essere allegro e a non arrabbiarti mai in questa società... è per che fondamentalmente marginalizzi il tuo sentire!
A meno che tu non sia già un illuminato...se non percepisci l'angoscia di un'anima costretta a vivere nelle limitazioni della materia è solo perché sei troppo 'sordo' per riuscirci.
È perfettamente normale sentire un'angoscia di fondo che pervade la nostra vita, perché deriva dal fatto stesso che siamo incarnati, è una conseguenza del sentirci separati dall'Uno.
Chi non la sente è perché non si è ancora svegliato ai segnali dell'anima.
Il nostro scopo è quello di accettare pienamente il dolore, conviverci, ascoltarlo, accoglierlo. Solo così lo si conosce veramente e lo si trasmuta in uno stato di maggior consapevolezza e gioia.
La sofferenza è già di per se stessa guarigione, allo stesso modo anche la malattia è già guarigione.
Ciò che noi dobbiamo fare è più che altro evitare di di ostacolare questa guarigione con il nostro rifiuto della sofferenza e della malattia. L'accettazione che è legata alla comprensione aiuta un processo di guarigione che è già in atto.
La guarigione avviene proprio attraverso la malattia che si trasforma in coscienza e serenità.

Viaggio sciamanico alla scoperta di noi attraverso i 7 specchi esseri

l7 specchiL 1° Specchio rappresenta la nostra presenza nel momento presente. Ci indica chi siamo davvero nel qui e ora e ci mostra come reagiamo a ciò che ci piace o non ci piace. (lavoro con l'animale di potere del Mondo di sotto)
Il 2° Specchio ti rimanda ciò che stai giudicando nel momento. Riguarda il giudizio. Ciò che ci viene detto come giudizio o il giudizio emesso da noi riflette cosa pensiamo della nostra situazione attuale.(lavoro con gli Spiriti alleati del Mondo di sopra)
Il 3° Specchio è uno degli specchi più facili da riconoscere, perché è percepibile ogni volta che ci troviamo alla presenza di un’altra persona. Riflette ciò che ci manca o che abbiamo perduto. Fa riferimento all’innamoramento e alla consapevolezza che quell’attrazione, di qualsiasi tipo, rifletta una parte di noi che abbiamo dimenticato o rinunciato con la perdita della persona. E’ uno sguardo al passato per capire cosa possiamo recuperare oggi di ciò che ci piacevaVedremo delle parti di noi stessi in molti. (lavoro con gli Spiriti alleati del Mondo di sopra)
Il 4° Specchio si presenta quando nella vita abbiamo inconsapevolmente scelto di adottare un modello di comportamento in grado di far sì che siamo automaticamente costretti a rinunciare ai rapporti umani che per noi sono più cari. Riguarda le dipendenze. Le dipendenze di oggi, anche metaforiche come il lavoro, la famiglia, il denaro, ci hanno fatto dimenticare quelle che erano le nostre passioni più vere e profonde.(lavoro con gli animali di potere del Mondo di sotto).

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Con il tamburo sciamanico

tamburo 1Il battito del cuore e il ritmo del respiro sono i primi suoni che sentiamo mentre siamo nel grembo materno. Questa esperienza accomuna tutti gli esseri umani a prescindere da razza, sesso, religione e cultura. Tutti siamo dotati di ritmo: è la nostra eredità naturale. Alcune ricerche hanno dimostrato i suoi molteplici benefici: ha un’azione rilassante, stimola la capacità di concentrazione, ha effetti curativi sui malati, sugli adolescenti problematici e sugli stati di ansia in generale.
Noi siamo vibrazione materializzata. Il ritmo ci cura, modula l’energia e l’umore, scandisce le nostre azioni e i nostri organi interni. La vita è ritmo.
In una seduta sciamanica è il tamburo a rivelarsi determinante. A quest’ultimo vengono infatti attribuiti poteri magici, come la capacità di portare lo sciamano nel mondo dell’aldilà e la facoltà di catturare gli spiriti. Il tamburo viene associato alla terra, alla luna, alla fertilità, alla pioggia, al tuono, al battito del cuore che ci fa vibrare insieme al cuore del cosmo. Rappresenta l’albero del mondo che collega il cielo alla terra.

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